Le Nuove Frontiere dell'Educazione Alimentare: cibo sano, sicuro e sostenibile


Letizia SATURNI - Health Coach Professionista responsabile Health Coaching® di Incoaching Group



Sappiamo ormai da tempo che l'Educazione Alimentare è fondamentale ed indispensabile perché diverse e numerose sono le evidenze scientifiche e culturali che sostengono l'importanza di intervenire con urgenza per migliorare il quadro di salute delle giovani generazioni e  del nostro Pianeta anedotticamente definito Pianeta Blu.
E' il 1975 quando si comincia a parlare di Educazione Alimentare in occasione della Prima Conferenza Nazionale per l'Educazione Alimentare organizzata a Roma dall'Istituto Nazionale della Nutrizione (il ben noto INRAN). Negli anni successivi si continua a progettare e lavorare in tale ambito fino ad arrivare al 1981 con il convegno tenutosi a Bologna dal titolo L'Educazione Alimentare in Europa promosso dalla Cooperazione dei Consumatori.
Dovranno poi passare circa 20 anni dalla Prima Conferenza per arrivare nel 2001 alla Seconda Conferenza Nazionale per l'Educazione Alimentare alla quale va il merito di aver fissato alcuni punti di sintesi e soprattutto di aver messo in uso un parametro qualitativo imprescindibile: la sostenibilità.
Nel 2007 è l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che in collaborazione con la FAO, elaborerà la definizione di Educazione Alimentare basandosi su quanto già dichiarato nella carta di Ottawa nel 1986 a proposito di promozione alla salute.
Da allora fino ad oggi numerose, variegate, interessanti e stimolanti iniziative di Educazione Alimentare sono state organizzate su tutto il territorio nazionale a diversi livelli, coinvolgendo svariati attori e rivolgendosi a numerosi destinatari. Tutte sempre accomunate dalla forte motivazione che così recita:  ...si sta verificando un allarmante aumento del numero di giovani in sovrappeso e obesità e la cifra è destinata ad aumentare anche negli anni a venire, a meno di forti ed efficaci interventi educativi. E' inoltre particolarmente preoccupante se si pensa alle future implicazioni socio-sanitarie legate al prevedibile incremento delle malattie cronico-degenerative connesse a questi dati.
Negli anni i protagonisti privilegiati dell'Educazione Alimentare sono stati Istituzioni pubbliche e private, Formatori cioè professionisti di varia ed eterogenea estrazionefino ai media on-line e off-line le stesse Aziende del settore agro-alimentare e non solo (figura 1).

 

figura 1 - protagonisti dell'Educazione Alimentare
Educazione alimentare

Ma oggi qual è la situazione? Le rilevazioni effettuate in ambito sanitario, economico, sociale e anche ambientale portano alla considerazione che negli anni si è assistito ad un inesorabile deterioramento della situazione che interessa non solo il singolo individuo ma anche il Pianeta in cui ciascuno di noi vive. Rivisitando dettagliatamente la definizione di Educazione Alimentare è possibile evidenziare lo scollo tra la motivazione e la realtà attuale, cioè il mancato raggiungimento di risultati soddisfacenti. Per ben comprendere quali possano essere le nuove frontiere dell'Educazione Alimentare proviamo a leggere attentamente la motivazione confrontandola con la realtà odierna, risulterà chiaro quale percorso innovativo ed efficace intraprendere in questo momento storico.
Nel primo capoverso della definizione si legge: ...un processo informativo ed educativo per mezzo del quale si persegue il generale miglioramento dello stato di nutrizione degli individui...
La recente letteratura scientifica e i dati epidemiologici ben sottolineano come oggi nel mondo ci sia  una drammatica e dilagante situazione di malnutrizione sia per eccesso che per difetto come evidenziato dalla grafica in figura 2. Sono questi stessi anni durante i quali abbiamo assistito ad un proliferare di campagne ed interventi di educazione alimentare


Figura 2 -
situazione di malnutrizione nel mondo (dati BCNF, 2011)
Situazione Malnutrizione Mondo


Ovviamente pesanti sono i costi sanitari con importanti ricadute sull'economia dei Paesi. Focalizzando l'attenzione sul sovrappeso-obesità sappiamo che mediamente la spesa sanitaria sostenuta da una persona obesa è il 25% più alta di quella di un soggetto normopeso. Per essere ancora più vicini alla nostra realtà, i dati evidenziano che proprio nel Bel Paese il costo dell'obesità pesa il 6.7% sul totale della spesa sanitaria totale. Appare pertanto evidente che sebbene la motivazione del miglioramento dello stato nutrizionale fosse forte, puntuale e precisa, buoni risultati non sono stati raggiunti.
Proseguendo nella lettura della definizione troviamo esplicitate le modalità per raggiungere una buona educazione alimentare ...attraverso la promozione di adeguate abitudini alimentari, l'eliminazione dei comportamenti alimentari non soddisfacenti, l'utilizzazione di manipolazioni più igieniche degli alimenti...
Anche in questo caso dati recenti evidenziano come la popolazione giovanile  attui condotte alimentari non sane e pertanto l'obiettivo della promozione di adeguate abitudini alimentari non sia stato perseguito. Analogamente non si è riusciti ad eliminare i comportamenti alimentari non soddisfacenti. Negli anni infatti si è assistito ad una destrutturazione dei pasti; alla fuorvianza della funzione della ristorazione fuori casa che sempre più ha seguito la logica dell'economia piuttosto che quella di salute. A seguire anche il concetto di adeguata porzione è stato intaccato a favore dell'incremento dei consumi (es. il volume di una lattina di Coca-cola è passato da 33cc agli attuali 66cc!).
Accanto a tutto ciò assistiamo a pratiche di filiera di produzione poco ortodosse tanto che l'incremento del numero degli scandali alimentari - ironicamente definiti global shock- dovuti a cattiva gestione, manipolazione e trasporto degli alimenti è crescente  ed impressionante con risultati estremamente negativi sulla Salute Pubblica.
Riflettendo dunque anche su questo secondo capoverso della definizione di Educazione Alimentare non giungiamo a conclusioni incoraggianti.
A questo punto sia seguendo una visione eGologica che eCologica emerge come i programmi e/o le azioni di Educazione Alimentare non hanno inciso positivamente sulle nuove generazioni come auspicato. Infatti né le giovani generazioni n éil Pianeta godono di buona salute.
I tempi sono ormai maturi per introdurre qualcosa di efficace ed efficiente partendo dalla considerazione che l'uomo è parte di un sistema e che pertanto deve vivere nel rispetto dello stesso e non può certo intaccare e/o depauperare le sue risorse quali aria, suolo ed acqua compromettendone la sopravvivenza (figura 3).


Figura 3 - Situazione Pianeta Terra (Stockholm International Water Institute, 2013)
situazione pianeta terra

Sembra dunque evidente che sia necessario qualcosa di nuovo.
Ma cosa? E poi... Siamo effettivamente convinti che serva qualcosa di nuovo?
Cosa dobbiamo inventarci?
Nulla, assolutamente nulla di nuovo dobbiamo pensare/inventarequanto piuttosto mettere in campo un modo di vivere essenziale, naturale e consapevole. Dobbiamo ripercorrere la nostra storia, valorizzare le tradizioni prendendo consapevolezza del nostro know-how e della nostra ricchezza sia essa interna-in termini di potenzialità individuali- che esterna -in termini di risorse ambientali. In tale ottica ecco delinearsi le nuove frontiere dell'educazione alimentare e si comprende di quale cultura, di quali contenuti ed di quali metodi l'Educazione Alimentare deve avvalersi oggi.
Leggendo attentamente i termini Educazione Alimentare, immediatamente si evince che Educare non significa buttar dentro nozioni, comportamenti, abitudini e vecchie tradizioni quanto piuttosto, facendo tesoro della sua matrice latina educere, educare significa 'portare fuori', 'tirar fuori' tutto il nostro sapere. A questo si aggiunge la necessaria quanto doverosa precisazione che riguarda il secondo termine cioè Alimentare. Probabilmente sulla spinta di una crescente urgenza di tipo sanitario, legata agli effetti sempre più evidenti di una cattiva alimentazione, è stato confuso l'obiettivo dell'intervento educativo con i contenuti da trattare. Spesso infatti sono stati proposti concetti tecnico-nutrizionali complessi quali calorie, principi nutritivi, metabolismo ed altro ancora che poco hanno a che fare con l'alimentazione. Alla luce di ciò capiamo che un intervento di educazione alimentare dovrà far emergere da ciascun soggetto il suo sapere sulla corretta e sana alimentazione in relazione ai segnali bio-fisiologici del suo corpo per il raggiungimento e/o mantenimento dello stato di salute o meglio per il raggiungimento della mindfulness o sorriso interiore.
Punti di forza dell'Educazione Alimentare sono allora -come indicato in figura 4 - la Cultura, i Contenuti e il Metodo.


Figura 4 - punti di forza dell'Educazione Alimentare educazione alimentare

La Cultura è quella Mediterranea e questo significa abbandonare la tendenza degli anni '70-'80 concentrata sull'aspetto quantitativo del cibo. L'attenzione deve essere focalizzata sulla qualità dei prodotti alimentari, espressione di una maggiore sensibilità, selettività e diversificazione dei comportamenti individuali. Ciò porterà ad un rispetto dei sistemi produttivi e al consumo privilegiato di cibi sani, eticamente connotati, ricchi di tradizione culturale e fortemente legati al territorio e al suo rispetto. Le nuove generazioni, stimolate ogni giorno da trasformazioni sociali che condizionano fortemente e negativamente i comportamenti alimentari e le scelte a tavola, sapranno così rimanere ben ancorati alla cultura della loro terra.
I Contenutidevono riguardare il corretto modello nutrizionale ed il sano stile di vita connotati come Dieta Mediterranea. Alla luce delle recenti evoluzioni la Dieta Mediterranea è declinabile nella versione Green & Blue, cioè rispettosa delle risorse suolo ed acqua.
La Dieta mediterranea è stata riconosciuta non solo da tutta la comunità scientifica internazionale come modello virtuoso per la salute ma anche l'UNESCO nel 2010, l'ha riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Tale modello è frutto di una storia plurimillenaria che ha visto svilupparsi il rapporto uomo-cibo nel costante confronto interculturale armonizzando le ricchezze territoriali.
La Dieta Mediterranea pertanto può essere proposta sia come modello nutrizionale e che come modello culturale infatti è un insieme complesso di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, fino ad arrivare alle colture - raccolta - pesca - conservazione - trasformazione - preparazione e soprattutto consumo del cibo. I suoi capisaldi sono stagionalità, territorialità, frugalità e biodiversità fino all'ecosostenibilità ed eticità del cibo dunque nel pieno rispetto dell'uomo e del Pianeta Terra.
Il Metodo deve prevedere un approccio sistemico, cioè deve essere attento non solo ai prodotti e ai soggetti ma anche e soprattutto alle relazioni che li legano tra loro. Attraverso quest'approccio ogni fenomeno è parte di un sistema a cui è interconnesso e da cui dipende (figura 5).


Figura 5 - metodo dell'Educazione alimentare basato su un approccio sistemico

approccio sistemico


In conclusione si può dunque affermare che le nuove frontiere dell'Educazione Alimentare grazie alla cultura, ai contenuti e soprattutto al metodo innovativo ed efficace, porteranno sicuramente ad un cibo sano, sicuro e sostenibile. Questo significa educare le nuove generazioni a menù di tipo mediterraneo che è sicuramente rispettoso di tutte le fasi della filiera produttiva e permettono la realizzazione di un ottimo percorso di prevenzione primaria ma anche secondaria. E' pertanto il menù mediterraneo fulcro dell'Educazione Alimentare, che permette il raggiungimento della Mindfulness intesa come quello stato di uno stato mentale in cui la persona ascolta ed osserva le proprie emozioni, le sensazioni fisiche, accettando i pensieri così come sono senza giudicarli, nè cercare di modificarli o bloccarli e senza reagire agli stessi. E' un processo continuo di ascolto e consapevolezza di stati interni ed esterni. Non è mai costante ed è in completa armonia con l'ambiente.



Letizia SATURNI - Health Coach Professionista
Dottore in Ricerca - Specialista in Scienze dell'Alimentazione


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