Nutrizione 33

Gli strumenti per creare la relazione facilitante: il pensiero laterale


Letizia SATURNI - Health Coach Professionista responsabile Health Coaching® di Incoaching Group



Il pensiero laterale, introdotto dallo psicologo Edward de Bono, grazie alla sua natura intuitiva, è un valido strumento che permette al professionista di bypassare il momento di stallo del proprio paziente. 

Il professionista ben conosce la realtà del soggetto che arriva al suo studio con una situazione particolarmente complessa di blocco, d'indecisione e/o di schematizzazione che non gli consente di giungere alla soluzione.
È infatti il pensiero verticale logico sequenziale e condizionato che ingabbia e ostacola il paziente nel tentativo di cambiare prospettiva sia sul problema sia sulla soluzione.

Proprio in questo caso il professionista può dare un contributo determinante allenando e portando il paziente a utilizzare la sua capacità di uscire dagli schemi. Il pensiero laterale apparirà come la vera illuminazione, l'intuizione che permette di scardinare modelli e logiche che, nel tempo, si sono sedimentate.
Esplorativa, elaborativa ed esecutiva sono le tre fasi che permettono al paziente di trovare una via risolutiva attraverso il processo creativo che, sgretolando idee stereotipate e pensieri irrigiditi e standardizzati, gli permetterà di trovare la sua soluzione. 

"Se...", "anche..." sono gli operatori che permettono al professionista di attivare il pensiero laterale.
Il professionista durante il colloquio porterà il proprio paziente a considerare e distinguere i dati, i fatti e le informazioni rispetto alle sue opinioni ("esistono eccezioni a quanto detto?"). Evidenzierà, poi, l'elemento dominante ("mi sembra di capire che per lei sia fondamentale..."); ridefinirà con il paziente il problema ("qual è ora la sua situazione?") o la soluzione in altri termini ("se avesse la possibilità di... cosa potrebbe fare?"); stimolerà idee alternative ("Che cosa fare per migliorare?") e infine ipotizzerà la "catastrofe strategica", cioè paradossalmente allontanerà dalla soluzione. 
In chiusura di colloquio allenerà il proprio paziente a un'azione concreta scelta consapevolmente ("Che cosa farà adesso?").



Letizia SATURNI - Health Coach Professionista
Dottore in Ricerca - Specialista in Scienze dell'Alimentazione


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